venerdì 21 dicembre 2007

"Quello che non conosci tanto ti attira, quanto ti spaventa"




Cerco di essere sempre in ascolto, di cogliere ogni minimo, impercettibile sospiro. Ma certe grida mi disturbano, avvilenti foriere d'incostante risibilità; riverberi appena scorti tracciano periclitanti segni, mi dimostrano che ci può essere un'occasione per illuminarsi: grazie, mi verrebbe da dire, ma è tutto talmente grande che non immagino parole più opportune.


Squaderno l'immane tremito, fragile di cenere, fra le mani strette per non lasciar fuggire l'idea del calore, del fuoco le cui lingue ardiscono pretendere d'insegnare ciò per cui vale la pena bruciarsi, lasciarsi bruciare...


C'era una volta una notte illune, uno sciabordìo di onde, risacche gonfie di schiume e umori, il vento che come un buon amico ti sospinge, tanti passi senza sapere cosa raggiungere e poi un momento, un solo momento di assoluto silenzio per fissare tutto e dargli un senso...Pino dei Palazzi è un balordo delle case popolari, è un tipo Mimmooo!! C'hai le sigarrette?!?





O
C
C
A
S
O









"In perpetua contrazione
e contrizione dello spirito,
avvoco le mie dislettiche ambasce
per epurare quanto rimane del mio humus.
Bolinando pei vespri
che susseguono i miei sussieghi,
al cospetto della mia ingordigia,
fiori finti appassiscono impolverati
e vecchie imposte, livide di feritoie,
filtri di luce spanta,
lamentano il dovuto rispetto;
inquieto, effuso, rifratto,
ammanto d'illuvie viscere
arrendevoli gesti, che smarriti
nel frullare d'ali impetuoso,
d'incontrollabili afflati
e un poco di grazia,
ti deformano.
In un giaciglio d'ebrietudine,
sospeso da una malìa,
da membra svuotate d'importanza,
sorriso levigato, arco d'alabastro
nella folle rincorsa,
affannate, affamate, le menti,
controvertono disordini."
(Simùn)

*********









*********

"...sorry you're not a winner

with the air so cold

and a mind so bitter,

what have you got to lose

but false intentions

and a life so pretentious!!"

(Enter Shikari)

giovedì 13 dicembre 2007

"Agenbite of inwit" J.J.

...insomma...io non dovrei essere qua (o qui, o quo), ma altrove, ben altrove, lontano, molto lontano, da tutto questo, da tutto quello che è e non è stato, per il bene di tutti coloro che mi orbitano intorno.


...non è tanto questione di voltare pagina...ma d'imparare a leggere...

Ogni giorno che passa è insopportabilmente più difficile pensare che la situazione (non quella del lavandino...) possa migliorare.

Autocommiserazione.

(Coscienza)

- Aanncoora! Ma non ne hai ancora abbastanza? Proprio a proposito di non "porsi dei limiti"...i recinti della decenza...op! saltati a pié pari, ricadendo pesantemente e sottolineo pesantemente sui cascami di ciò che un giorno d'estate di circa metà anni settanta aveva in una maniera o in quell'altra preso forma.

(Ego)

- Oh ma te ke Kazuo Ishiguro vuoi?!? Ma ki t'ha kiamato?? Ma de ke me consti e consisti??

('enza)

- beh, io sono la voce della tua coscienza...

(Ego)

Uppsala!! Alla faccia dell'introspezione, del monologo interiore, del flusso di coscie, di J.J., di Virginia Woolf, di M.P. e di William Faulkner o Falkner che dir si voglia...

...sono sulla soglia...

...muove una foglia...


--Ho bisogno di un po' di racconsolazione, nonostante tutto, dai...non sono io e che mi disegno così...


***Deus ex-machina***


  • I saw her standing there
  • Misery
  • Anna (go to him)
  • Chains
  • Boys
  • Ask me why
  • Please please me
  • Love me do
  • P.S. I love you
  • Baby it's you
  • Do you want to know a secret
  • A taste of honey
  • There's a place
  • Twist and shout


...meno male che oggi è santa Lucia...

venerdì 30 novembre 2007

"Se mi deste ragione, sarei un pazzo. Se mi deste torto non saprei che farmene."

Ancora oggi ho avuto una sensazione inquietante: ho come percepito segnali che non appartengono alla mia sfera, che mi hanno scosso, perchè li ho intesi in modo chiaro ed inequivocabile, li ho compresi come se, invece di essere avulsi dalla mia realtà quotidiana, intellegibile, fossero parti della mia inesistenza, trame del mio disordine.


Agorafilo. Necessitade d'immensitade. Rifiuto di limiti imposti, coartati, ma senza convincimenti, se non la mancanza de respecto per tutto ciò, o quasi, che mi significa. Debolezza legata a mollame, flaccidezza d'intenti. "This is not an exit." Non può essere la soluzione, la risoluzione.


Sempre più rapidamente si approssima l'acme: sbatto la testa, ma non si rompe. Continuo a frammentarmi. Calpesto fango, scivolando e strisciando per poter affrettarmi maggiormente, per non lasciare tracce, per non dimenticarmi di dimenticare tutto, ogni singola cosa. Ogni. Singola. Cosa.


E' possibile che esista con tutti i sensi e le facoltà. Non mi adeguo, quale spazio può accogliermi? Non posso degenerarmi: la mia possibilità? La mia impossibilità! Se non collido con altri geni allelomorfi, perché la mia combinazione? Mera casualità, tempo sprecato?


La cute riacutizzata dall'arsione.


Diffondo difformi daffodilli.


Equilibrio ad ogni passo, ad ogni costo?


martedì 27 novembre 2007

"E' dura tenere accesa una candela nella fredda pioggia di novembre..." (Pistoleerose)




L'altro giorno stavo riguardando quanto pubblicato in questo simpatico (...a mio avviso!...) blogghe e mi ho renduto sconto di che nun ci stava 'nimmanco una immaginetta un pochinino sconciarella, licenziosa...e allora mi son detto: "EH NO!! Così non si può andare avanti, bisogna porre subito rimedio a codesta mancanza imperdonabile...", detto, fatto.





Però poi mi sono detto anche: "Ma non si può mettere una fotografia di tale genere a caso, senza quantomeno associarvi un minimo di senso, un messaggino subliminale (...mica tanto...) e quindi ridurre il tutto a mero mercimonio da offrire sull'ara di un qualunquista maschilismo abietto e degradante", ridetto, rifatto.





Questa sorridente soluzione mi sembra il giusto compromesso (...come mi suona male però, questo termine...bah vabbé) tra pseudo-pruderie e facile propaganda demagogica...ma poi, merita davvero tutta questa attenzione una singola immagine??...Ma anche no, eh!?!





Adesso comunque, tanto per non ricaderci controbilancio e passo - contrappasso - dal profano (termine anche qui ambiguo, eh?...) al quasi sacro, artisticamente discettando...








BENE.


BRAVO.


BIS.





"Capisco che sono vivo,

quando per attimi piccoli e fuggevoli,

scorgo barlumi di luce infinita,

accarezzo sogni,

odo sinfonie senza musica,

vengo inebriato d'eteree essenze,

assaporo uniche fragranze,

quando sono quello che sono,

ma che sembro non voler essere mai"


(Simùn)


"This machine will

will not communicate these thoughts

and the strains I am under

be a world child

form a circle

before we all go under

and fade out again

and fade out again


...


immerse your soul in love"


(Radiohead)


...Corpo di mille balene!!!
I'm Popeye the Sailor Man
I'm Popeye the Sailor Man
I'm strong to the finich
Cause I eats me spinach
I'm Popeye the Sailor Man

sabato 27 ottobre 2007

"Ottombre"

"Tanti saluti da un altro pianeta"

Miele.

Due cuori e una caipiroska alla fragola.

La delicatezza, la tenerezza, sorridenti.

Mano nella mano, in una luce bianca.

E vivere condividendosi.




*********




Fredda ingordigia, nulla che ti fagocita, montagne rovesciate di nuvole. Rapida successione d'immagini, incomprensibili: un filo di note tramanda, intesse lontane cere, nella speranza d'un risveglio meno brusco di uno schiaffo, di un'implosione.
Ammorbato, fatico, impedito nel più impercettibile dei movimenti; derubato, onesto ladrocinio, privato della pochezza di una risata, pagata; inerme, inerte, inavvertito, sterile.
Seguo binari che sembrano sciogliersi, arruginiscono, corruschi, finché non divertono, divergono e mi ritrovo senza oriente...sospendo alcune funzioni vitali per meglio interiorizzarmi: ...il viaggio è sempre un momento per riflettersi, "tutto scorre" in un pantano che m'accompagna, mi stringe per affrontarmi, confrontarmi, confortarmi.
Visus da diverse angolazioni: lacerti d'istanze, distanze di stanze, dazioni lacerate d'azioni.




"Andreas Segovia, "Capricho Arabe"

"Joe Satriani, "The extremist"



Maneki-neko;
Kabukichō;
Kinokuniya.



Domo arigatò!!

giovedì 18 ottobre 2007

"Kotchi no sekai, atchi no sekai" Haruki

...ah comunque grazie ancora a tutti eh?! Ma non vi dovevate disturbare (comunicazione interna...)

*********
Visioni parallele di mondi che talvolta si sovrappongono, si confondono, si intercambiano: sono vero io? sei finto tu? I miei errori? siamo un po' posticci tutti? La mente umana è di molto complessa, a volte anche complessata...sfiorare per credere, certe fragilità scoppiano come pustole ulcerose, rovine inconsapevoli e sottili sorrisi per una fuga intempestiva, indelicata...


"...and now my bitter hands
cradle broken glass
of what was yesterday..."
(P.J.)

...ragnatele di pensamenti infecondano l'aria, barlumano nell'intorpidita quiete, pace degli assennati, assonnati, assentati...incompatibile all'accontentamento, troppe sfumature, senza riflessi; tensioni, vibrano i miei anni, vivo carminio, scalfire e divellere è proibito,


"Light as the linnet on my way I start,
for all my pack I bear a chastened heart.
Forth on the world without a guide or chart,
content to know through all man's varying fates,
the eternal woman by the wayside waits"

*********

We uncommiserate pass into the night
from the loud banquet, e partendo lasciamo
un tremito nel ricordo degli uomini, faint and sweet
and frail as music. I tratti del nostro viso,
the tones of the voice, the touch of the loved hand,
perish and vanish, one by one, from earth:
e intanto, nel vasto salone,
la moltitudine applaude il nuovo attore.
One ultimate survivor lingers on,
and smiles, e al suo antico cuore ricorda
le cose dimenticate da tempo.
Prima che il morrow muoia
anche lui, ritornando, attraversa le tende,
e il nuovo tempo ci dimentica, and goes on.

(Robert Louis Stevenson)


Potrà servire un colpo di spugna? Mai piangere sul latte versato, con quello che costa...
Pulire sì. La pulizia, un po' d'igiene prima di tutto, "fatti non fummo...

venerdì 5 ottobre 2007

"Eternal sunshine of the spotless mind" A. Pope


"Com'è felice il destino dell'inconsapevole vestale!




dimentica del mondo, dal mondo dimenticata.



Infinita letizia della mente candida!



Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio.

lunedì 24 settembre 2007

Patchworkinprogress




"Il distacco"
Quando nel vascello si levano le àncore
e fuori si sventolano l'umide pezzuole,
quando una stretta di mano
o un abbraccio sono più forti dell'usuale,
quando mancano le parole,
anche le più semplici, a volte le più importanti,
ti volgi e sai
che potrebbe essere l'ultima volta,
non è facile lasciare che il viso
fiorisca e sia sincero.


(Simùn)

...datata un po' e si sente...ma potrebbe tornare utile...


"Ti vedo attraverso un vetro
che non riesco ad frangere
con la voce delle mie ombre.
Distante un passo nel vuoto,
pneuma che non traccia
impronte scivolose."



(Simùn)

...spèta e spèra che lu cavallo cresce, magnannose l'erbe




"Dentro un cerchio,
mi muovo, senza odori,
pencolo, espettoro,
liquido, seguo una linea,
ortogonale,
inarco le Worte
per difendere
e diffondere sospetti.
Veglio la mia desuetudine,
carcassa
per il volo degli avvoltoi, di aquiloni.
Rotondo rotolo, rotto l'obolo,
ritorno ritto, vettore sperduto."


(Simùn)


"Stillness is green like my hand through the leaves" (S)




An Effervescing Elephant
with tiny eyes and great big trunk
once whispered to the tiny ear
the ear of one inferior
that by next June he'd die, oh yeah!
because the tiger would roam.
The little one said:
"Oh my goodness I must stay at home!
and every time I hear a growl
I'll know the tiger's on the prowl
and I'll be really safe, you know
the elephant he told me so.
"Everyone was nervy, oh yeah!
and the message was spread
to zebra, mongoose, and the dirty hippopotamus
who wallowed in the mud and chewed
his spicy hippo-plankton food
and tended to ignore the word
preferring to survey a herd
of stupid water bison, oh yeah!
And all the jungle took fright,
and ran around for all the day and the night
but all in vain, because, you see,
the tiger came and said: "Who me?!
You know, I wouldn't hurt not one of you.
I'd much prefer something to chew
and you're all to scant."
oh yeah!
He ate the Elephant



(Syd)

...pandiculazione a tratti...


"Il sonno"
Maledetti voi, veleni oscuri,
bianco sonno!
Questo stranissimo giardino
d'alberi crepuscolari
popolato di serpi e di falene,
di ragni, pipistrelli.
L'ombra, straniero, che hai perduta
nel rosso del tramonto:
un truce corsaro
nel sarso mar della tristezza.
Sul ciglio della notte
s'alzano a volo uccelli bianchi
sopra crollanti città d'acciaio.



(Georg Trakl)

"Buonanotte, buon riposo...con il culo appiccicoso!"

domenica 16 settembre 2007

Ubi maior...

La serenità nell'accettazione di ciò che è purtroppo inevitabile ed ineluttabile, da parte di una persona che ho conosciuto meglio solo pochi giorni addietro, mi ha fatto riflettere non poco e ridefinire alcune delle priorità e delle certezze (...non molte a dire il vero) che mi accompagnavano lungo i sentieri di questa realità contro cui ogni tanto sbatto il grugno.

Certi argomenti, molto delicati, non mostrano appieno la loro smisurata gravità e profonda importanza, finché non vengono affrontati direttamente sulla propria pelle, senza tanti filtri e troppi schemi mentali.


Viene da chiedermi: che cosa vale veramente? Cosa vuol dire essere felici o tristi? Certe parole, lasciate cadere distrattamente, senza troppi pensieri, sussurrate a cuor leggero, quasi sorridendo...no,...non quasi,...sorridendo apertamente :), mi hanno sopraffatto completamente, senza condizioni, mi hanno svuotato da ogni altra sensazione, mi hanno schiacciato, con la pesantezza della loro levità, contro il muro della mia apatìa strisciante.



Capita che certe persone, alle quali hai paura di soffiare, perché pensi possano spezzarsi, abbiano la capacità d'insegnarti il segreto della loro straordinaria forza per farsi beffe delle proprie tragedie.



"Can you help me remember how to smile?
Make it somehow all seem worthwhile
How on earth did I get so jaded?
Lifes mystery seems so faded
I can go where no one else can go
I know what no one else knows
Here I am just a-drownin' in the rain
With a ticket for a runaway train
...
A little out of touch, a little insane
It's just easier than dealing with the pain
...
Runaway train, never coming back
Runaway train, tearing up the track"
(Soul Asylum)

venerdì 14 settembre 2007

"Una volta un tizio stette tutto il giorno a frugarsi in testa cercando pidocchi" P.K.D.

Prova...prova...

1,2,3...si sente??

Eh?!?

Io non sento nulla...ma di molto nulla...

Toc, toc!! Cucù??

"Is there anybody in?

The ceremony is about to begin."



Intossicato.
Corroso.
Corrotto.
Contorto.
Monossido.
Arranco su una corda tesa,
troppo da mani
che vorrebbero stringersi,
placare seti,
acrobaticamente insolito.



Presenze indispettite versano il loro tributo alla pubblica berlina, il giullare, dal naso rosso in prestito, dal viso imbellettato, vestito a lutto, mi annunzia che si sta' per spezzare.
Io abbozzo un sogghigno ai suoi vaneggiamenti, opachi riflessi, aliti di un altro autunno.
Ma nei suoi occhi, c'è qualcosa di vero: - non mi puoi mentire, ti ho visto...asciugati, dai...ci sono già così tante occasioni...cerchi sempre di far sorridere gli altri, ma ti riesce a malapena di farli ridere...eh eh!
Perché? E' il tuo destino??...boh, sarà...ma io non ci credo mica...dici così, per giustificarti, non avendo di meglio, sempre a inventarne, banfone...è colpa tua, sei tu che non vuoi!
Potresti arrivare all'altro capo, senza cadere, eh!?!...e spezzare le radici, catene come amici.
Sento che trattieni il respiro, per ascoltarti il battito, non distrarti, bevi un goccio d'acqua, hai la gola secca.
Qualcuno ti capisce anche se non vuoi, vedere il mondo da lassù, sospeso, t'inebria sì, ma basta un attimo...e comunque la gente si stufa, spesso non ti guarda neanche, lo spettacolo è vecchio, già criticato, sono annoiati, sono annoiato, sei annoiato.
Raccogli i tuoi cenci e vattene.
Nessuno si ricorderà di te, se non proponi almeno un doppio salto mortale -


Rullo di tamburi.
Si spengono le luci.


Un grido squarcia il silenzio e l'indifferenza.


"Quando eri qui prima,
non riuscivo a guardarti negli occhi,
sei proprio come un angelo,
la tua pelle mi fa' piangere,
fluttui come una piuma,
in un mondo bellissimo,
vorrei essere speciale,
tu sei così cazzo speciale...
...ma sono un imbranato,
sono uno strambo,
cosa diavolo ci faccio qui?
io non appartengo a qui"

(TESTARADIO, Thom Yorke)


I've seen it all, I've seen the dark
I've seen the brightness in one little spark.
I've seen what I chose and I've seen what I need,
And that is enough, to want more would be greed.
I've seen what I was and I know what I'll be
I've seen it all - there is no more to see!
You've seen it all and all you have seen
You can always review on your own little screen
The light and the dark, the big and the small
Just keep in mind - you need no more at all
You've seen what you were and know what you'll be
You've seen it all - there is no more to see!

(da "Dancer in the dark" di Lars Von Trier, "I've seen it all", Bjork)

venerdì 3 agosto 2007

"Trentunesimo genetliaco"

...fhfhfhfhffhhffh,......fhfhfhfhfhfhfff!!

Soffio su queste mie candeline, ma cazzarola non si avvera il desiderio...uè ma sarà mica una sola 'sta storia di "chiudi gli occhi, concentrati su quello che vuoi, riempi i polmoni come se dovessi gonfiare un canotto station-wagon e puff!!..."

No, ma dai, seriamente...a parte gli scherzi, perchè festeggiare il tempo che passa?? Non ci sta' una fava da festeggiare...sì vabbè potrebbe essere una scusa buona per ritrovarsi con gli amici e stare un po' insieme...ma per quelllo in fin dei conti ogni giorno è buono, se l'amicizia è vera non c'è bisogno di pretesti per glorificarla.

Io certe volte il Tempo lo abolirei del tutto...cancellare secondi, minuti, ore, giorni, settimane, mesi, anni, secoli...va bene ci sarebbe qualche piccolo inconveniente, ma stai a vedere il capello...limitarsi al tempo biologico, ritornare alla preistoria, alla vita istintiva, si fa' una cosa perchè sento il bisogno, ho la necessità di farla e non perché è ora di farla...

si farnetica, si straparla dai...

la cosa bella però sono gli auguri, più che i regali (...anche quelli eh!!...), ma i pensieri di chi puoi onorarti di chiamare amico, di lunga data o a volte anche freschi, freschi...certe volte anche solo poche parole, ma dette sinceramente sono veramente un toccasana.

100 di questi giorni...

venerdì 27 luglio 2007

"Per alleviare insopportabili insulsi..." cfr. Nathan

Vero. La fretta è cattiva consigliera. Mamma gatto per fare in fretta, ha procreato micini ciechi. Però anche la lentezza non scherza. Kundera ci ha scritto un libro. "Lavorare con lentezza" era un film..."vivere nella lentezza" potrebbe essere parte della mia biografia. Potrei tranquillamente essere ritratto con le fattezze di un simpatico bradipo zoppo. Questa mia innata avversione a tutto ciò che è altamente dinamico, potrebbe in parte spiegare la mia scarsa adattabilità a questo mondo ipernevroticamente frenetico: in giro vedo treni ad alta velocità, aerei supersonici, macchine, moto sportive e quant'altro...io vorrei andare in giro su un carro trainato da un cavallo o anche da un asino, così saremmo in due...eheh...esco di casa, vado in posta e faccio coda con gente nervosa che ogni 2x3 guarda l'orologio, sbuffa e s'incainisce ancora di più; vado in giro e la gente quasi ti urta, non guardandoti neanche in faccia, di corsa, sempre di corsa; viviamo in una società depersonalizzante, gli altri sono ostacoli da evitare o con cui scontrarsi e possibilmente litigare, così da poter sfogare le proprie isterìe, le proprie frustrazioni; è anche vero che è sempre più difficile tirare a campare, quindi a volte non è neanche puro egoismo, ma solo istinto naturale di sopravvivenza, con la testa oberata da impellenze quotidiane, quindi poco disposta a dare spazio ad altre umanità...
Tutto questo per dire che è passato più d'un mese e mez' dall'ultimo mio scritto e che la lentezza mi divora, la celerità m' indispone e che ci sono anche gli altri, ma mica spesso ce ne accorgiamo.
Ah, fra un po' è pure il mio compleanno...eheh...eppibirfdei, denghiu.

giovedì 31 maggio 2007

domenica 6 maggio 2007

"Eautontimorumenos"



"Non sono forse un accordo
stonato, nella divina sinfonia,
grazie alla vorace Ironia
che mi squassa e mi morde?
E' dentro la mia voce, come stride!
è il mio sangue, questo veleno nero!
Sono lo specchio sinistro
in cui si guarda la megera.
Io sono la piaga e il coltello!
sono lo schiaffo e la gota!
Sono le membra e la ruota,
e la vittima e il carnefice!
Sono del mio cuore il vampiro,
- uno di quei grandi derelitti
condannati all'eterno riso
e che non possono più sorridere!"
(Charles B.)



"...più saremo capaci di porre al centro della nostra attenzione, insieme al nostro, anche l'interesse per gli altri, più solide saranno le fondamenta della nostra felicità.
Necessità di avere fiducia in sé è diversa dalla presunzione, da esagerato senso d'importanza;
Umiltà genuina è genere di modestia diversa dalla mancanza di fiducia in sé;
Ambizione sfrenata è diversa da aspirazione legittima di riuscire bene in compiti moralmente validi;
Bisogna riflettere su quelli che, per narcisismo, si rendono ridicoli: non si tratta di giudicare, ma di prendere pienamente coscienza delle conseguenze negative di un tale stato della mente e del cuore.
Empatìa (capacità di comprendere e condividere sofferenze altrui); gioire della buona sorte altrui, incoraggiare ed elogiare altri, ma non lusingare; non lasciarsi inorgoglire, ma riconoscere generosità di chi ci apprezza.
Non bisogna essere indulgenti con noi stessi.
Per essere felici, praticare la virtù, alla cui base è la disciplina etica: pazienza, amore, tolleranza, perdono compongono la felicità.
Lo sconforto non è mai una soluzione, ma piuttosto il definitivo fallimento.
Prima di essere generosi bisogna essere giusti.
Contro la sofferenza bisogna cercare di rispondere ponderatamente, adottando approccio spassionato, razionale; c'è stretto rapporto tra impatto che sofferenza ha su mente e corpo e pratica di una disciplina interiore.
Quando guardiamo un problema da vicino, esso occupa tutto il nostro campo visivo e appare enorme; se invece lo consideriamo da una certa distanza, la poniamo in relazione ad altre cose.
Enorme differenza; per quanto tragica una situazione, anche evento più angoscioso ha innumerevoli aspetti e può essere considerato da diversi punti di vista; si può paragonare tragedia con altre di altri più grave o simile.
La ricchezza a poco, a poco rovina.
Importane quando si incontrano delle difficoltà non lasciarsi paralizzare, bensì con le proprie capacità critiche, analizzare la natura del problema, poi dedicare tutte le energie per trovare la soluzione migliore; se il problema non ha soluzione è inutile angustiarsi.
Disciplina etica dev'essere comportamento liberamente scelto, in quanto consapevoli dei suoi benefici, non imposto contro volontà.
Per poter comprendere la vera natura dei nostri pensieri e delle nostre emozioni dobbiamo pensare, pensare, pensare.
A meno di non conoscere perfettamente la situazione, non siamo in grado di giudicare con certezza il contenuto morale delle azioni altrui.
E' meglio essere consapevoli anche di un nostro solo difetto che di migliaia altrui.
Teoria dello sviluppo economico illimitato ha ingenerato incapacità di accontentarsi con conseguenti problemi sociali, economici, ecologici ed etici..."
(appunti tratti da "Una rivoluzione per la pace", Sua Santità il Dalai Lama)


...boh li ho trovati in giro e mi son detto perchè non scrivere anche quelli, eh...


"E' molto tardi ora, le 3.00...forse troppo tardi, ma... non si dice sempre che non è mai troppo tardi...presto che è tardi, basta tardi, tiratardi, petardi a Capodanno, fine e principio, morditi la coda, serpente a nove corde, gattamelata sul tetto che scatta la feta, lascia lo zampino tanto al lardo


Ore 3.15: caduto dentro la prescrizione sono...ahia!

mercoledì 18 aprile 2007

"Crestomazìa di paralipòmeni: Escerti di un blu, Refusi di cenere, Silenzio/assenzio"


"Sentieri di conchiglie bianche"

Passi sulla sabbia bagnata,
traccia alcuna, onde deleterie.
La via, sentieri di conchiglie bianche,
irregolari, casuali, conduce lontano.
ll lido s'appanna e geme.

Il mare s'incendia davanti ai miei occhi,
mi lambisce con le sue fiamme,
inghiotte i miei pensieri umidi,
superbo nel suo patassìo caleidoscopico.

Il mare briaco di dinieghi, di rinunce,
strozza la sua voce prepotente,
soverchia ogni sensazione, ogni sentimento,
le sue grida m'invadono, quasi d'improvviso,
ma sanno d'astio
per troppo tempo tenuto rinchiuso
in meandri violentati dal passato.

Il mare mi fissa, allunga le sue mani,
io l'osservo dal mio scranno altèro, curule,
esalo profondamente gli spiriti
e congiungo i palmi tremuli
per tentare di rinsavire.

Le sabbie mi annegano,
un'ultima risacca schiuma, risuona
e si schiudono una volta ancora
dinanzi a me le ime spire invitte,
che cupide vorticano sempiterne.

Tutto confonde e si confonde nella lunga attesa.

(Simùn)


"Daimonion"

Batte la spalla,
come il nostro peggior amico,
sussurra quello che vogliamo sentire,
alimenta col suo veleno,
riscalda bruciando,
rende irrazionalmente perfetti.

Da' forma
a ciò che non dovrebbe esistere,
scava nei penetrali,
sonda i più abietti confini,
sviscera quello che è più infimo.

Stende il suo straccio impeciato,
offusca, ottenebra
e quando abbandona, svuotati,
si siede accanto
e paziente ghigna.

(Simùn)


"Pulpiti estemporanei"

Una goccia scivola indolente
al declinare d'agre rabbie,
squassando fragili equilibrii
che permettono il quieto vivere,
sulla fronte pesantemente rigata
dalla voglia di non farsi calpestare
dai vermi glossoplegici.

Rigurgiti di libente liberalità,
sventolata in proclami d'eminenti eloqui,
annunciati al mondo intiero
con tanto di verga ed aulenza,
rintoccano, percuotendo l'aere,
col fragore della superficialità
e l'arroganza connaturata
ai delirii d'onnipossanza,
al favore degli auditori frastorditi.

(Simùn)


"...allucinante barbaglìo, mio compagno di questo randagismo senza meta-stasi; leggera è la coltre pece che ci ammanta, manichini sorridono, cimitero di vivi (vita sarebbe vivere in qualcosa, non di qualcosa); mormoriamo e mugoliamo lo spartito per non sentirci spauriti, sparuti, spariti; avviticchiati, racconsolati, siamo pronti a rappresentare quello che dobbiamo essere. Palpebre perennemente socchiuse, osservano scrupolose, screpolate, mentre grevi alterniamo respiri sensuosi e vorremmo solo essere lasciati discretamente percolare nel nostro modesto agio. Vorrei spegnere questa luce, carezzevole penombra, ma più ci provo, più aumenta l'intensità, non riesco...proprio, non riesco...forse dovrei cavarmi gli occhi..." (Simùn)


Incomunicabilità

Nessuno spazio. Nessun tempo. Nessuna identità. Solo due volti simili, uno di fronte all'altro nella fiocaggine d'un crepuscolo come tanti, come tante gocce di neve; tutte uguali, tutte disuguali.
"Non riesco più a sopportarti" - comincia una voce rocamente - "E' una vita che ti osservo e succedono sempre, e dico sempre, le stesse cose. Ma non ti vergogni? Non hai neanche un briciolo di amor proprio, un minimo di decenza, di buon senso del pudore. Niente. Assolutamente niente."
Rispondono un paio di colpi di tosse, mezzi soffocati.
**Assenza di segnale**
"E' incredibile quello che una persona può arrivare a non provare, a non sentire; alcuni riescono ad estraniarsi completamente da tutto quello che li circonda, lasciandosi trapassare. Puro disinteresse, mera esistenza fine a sé stessa. Non è concepibile...tu non sei reale, tu sei un'illusione, io sto dormendo e tu sei in un incubo"
Respiri profondi. Poderosi battiti cardiaci compitano attimi che appartengono ad una qualche realtà parallela.
"Indegno!! Mi ritieni indegno di una tua risposta. Che faccia trotzka. Questa tua supponenza mi urta, questa tua alterigia mi ferisce, questa tua protervia mi irrita, questa tua albagìa è pura mancanza di quel minimo di rispetto, di umana empatìa che anche il più insulso ominide può arrogarsi il diritto di pretendere!"
**L'utente da lei desiderato non è al momento raggiungibile**
"Il tuo silenzio è banale. Meglio sarebbe riemprire questo vuoto di depensamento, anche solo con espressioni, esternazioni, le peggiori di cui i tuoi orifizi siano in grado. Ogni vacuità dev'essere colmata, per avere un senso, una giustificazione; non che ogni cosa debba giocoforza avere una giustificazione od un senso...ma questi potrebbero essere d'ausilio nel comprendere qualcosa in più su quello che sono le latèbre di certi esseri umanoidi"
Leggeri movimenti; nel sottofondo una Cavalcata di Valchirie, battute dalla speranza del vento occiduo - John Keats, mano nella mano, con Richard Wagner, danzano a testa alta, dolce Tersicore.
"*Un bicchiere di Porto va bene...ma se esageri con il Maté, poi ne manco se parli in lunfardo ti capisce Jorge Luis Borges*"
**Effetto Larsen**
"Retrivo! Sei retrivo, contrario al mutamento naturale, all'evoluzione, decisamente tetragono nella tua immotilità, statica vegetazione. Effettivamente, forse non puoi che silenziarti...a ben pensarci, è meglio tacere ciò che non si sa' Witt; non si può spiegare con parole, simboli, gesti di questo mondo, ciò che questo mondo trascende; anche la fantasìa deve avere un limite, persino l'irrazionalità deve strabordare ad un certo punto"
"*Sto perdendo la mia religione, Mike, digli di pizzicare di più quel mandolino...a me sembra: FA, LA minore, FA, LA minore, SOL...ma la musica è dentro di noi, ci pervade, ci appartiene, esiste, comunica e ci comunica*"
**Monoscopio**
"Tu distorci la realtà, come un amplificatore scassato violenta ciò che dovrebbe avere le fattezze di una melodìa. Io sono un po' verboso, va bene, ma tu sei insignificante; non so più come offenderti per farti reagire; magari tu non vuoi reagire...ma qualcosa bisogna pur fare, trarci dall'impasse"
"E' come se si fosse a Berlino nel 1989 e si piangesse, perché non si è a Gerusalemme e ci fosse una barriera, un abisso...eppure non dovrebbe essere difficile, macellai, entrare enlla carne - uscire dalla carne, come burro fuso - coltello caldo, visto che si potrebbe quasi statuire che siamo due facce della stessa medaglia, tu il recto, chiaramente..."
"Io continuo imperterrito a parlarti, ti devo convincere, non posso rimanere omertoso, che senso avrebbe restare muto? - pesce rosso, sei già tu a nuotare nella bolla di vetro, boccheggiando, bolleggiando..."
Impassibilità, forse qualche sbuffo buffone, ma in generale quiete, niente tempesta, né prima, né dopo.
"*L'uomo silente nel teatro del sogno*"
"*Torre di controllo a Maggiore Tom, torre di controllo a Maggiore Tom*"
**Interferenze elettromagnetiche**
**Buzz, buzz, buzz**
Smorfie, denti sporchi - puliti, lingua d'oc biancastra, barba incolta, quindi ignorante; ignorante al quadrato, perché ignora di essere ignorante, non sa' di non sapere, due negazioni si annullano (meno per meno fa' più), ergo sa', sa' di sapere, due affermazioni non si annullano (più per più fa' più)...ehm...
"Stavo dicendo, anzi dico, non pacs, dico, per me sei flebilmente balzano o febbrilmente delirante, in potenza, ovviamente, forse vorresti parlare, sfogarti, gridare tutto quello che ti fluttua nella mente, stream of consciousLOCHness, mostrooo!! Ma non puoi perché non c'hai i mezzi, non c'é un livello, una frequenza d'onda, Ken, sulla quale possiamo trasmetterci...e poi ci vorrebbe l'antenna...e dove ce la mettiamo l'antenna??..."
"Mi stai alterando il ritmo circadiano, dormo, non dormo, sogno o son destro, d'estro, mancino no, svegliato, svogliato, occhi ben aperti, occhi ben chiusi: Stanley Kubrick che riprende con la sua 8mm Arthur Schnitzler mentre scrive "Doppio Sogno""
"*Torre di Babele pendente, forse Rabele e Pantagruele hanno mangiato troppo, si sono sporti un po' e addio, il danno è fatto, incrinato tutto, inclinato, inkleenexato; capirsi è fondamentale, parlare potrebbe aiutare; tolleranza è una bella parola, ma bisognerebbe tollerare di sentirla pronunciare - Io ti tollero, faccia di tolla, ma corrispondimi, non rimanere al di là del cielo, del mare, del tutto, non puoi pensare di essere da solo...no,no,no, you're not alone!! A tutti fa' male qualche volta. Tutto va' avanti anche senza di te, ok, ma si è tutti parte del tutto, chi più, chi meno (con la matematica zero proprio eh), si entra negli ingranaggi, si muove la propria rotella, s'incide la propria esperienza nell'albero della vita o degli zoccoli o della cuccagna, s'incastona la propria esistenza nel diadema del mondo, no man is an island, ecc...insomma il concetto è chiaro, vivi e lascia vivere...il Martini agitato, non shakerato...*"
"Una pausa, ho bisogno di un momentum solo per me, ma non ti preoccupare, non ti mollo, la presa, la morsa è ben salda; mi stai esaurendo, esautorando, esulcerando, non ti rendi conto, non mi rendi conto, mi stai snervando; potrei perdere il controllo, l'aplomb albionico - fumo di Londra, e magari sferrarti qualche jab(ba the Hut), vibrarti qualche gancio, come quelli che la noble art la conoscono bene..."
**Gong**
"*Fuori i secondi, dentro i primi e gli antipasti...qualche saltello di scherno, tipo libellula in controluce e contropartita, gioco di gambe lento, moviola, slow-emotion...*"
"Se fumassi, avrei bisogno di una sigaretta, ma non fumo e allora come si fa'? Mi devo scaricare, le testate contro il muro dicono che fanno male dopo un po'...una via di mezzo, in medio stat virtus, aurea mediocritas, ecc...contare le pecore dev'essere rilassante, ipnogeno, però non ho mai provato...ma già mi sento meglio."
I due volti si avvicinano, quasi si toccano, si sfiorano: uno rimostra la lingua, l'altro anche; uno digrigna i denti, l'altro anche; uno sospira, l'altro ci pensa un attimo, guardando in alto, poi si arrende e sospira.
"Ci sto provando con tutte le esaurientisi forze, con tutti i miei forse."
"*"Signor Giudice della Corte, vorrei chiamare a testimoniare a favore dell'accusa il signor pissichiatra Sigismondo Freund, per gli amici, Frodo piccolo e peloso." "Mah, veramente sono pissicanalista, a dir la verità, chieda pure a mago Merlino - barba bianca - cappello a punta stellato con tanto di barchetta magica, made by John Ronald Reuel T."*"
**Stupore generale, incredulità, scompiglio**
"*"La coorte si ritira per deliberare. Fatto. Già fatto? See vabbé, dillo al signor K. Palese infermità mentalmente tale...quei simpaticoni vestiti di bianco, come suavi cherubini...ci mancano solo le svolazzanti ali e l'aureola che sberluccica..."*"
Porta di casa abbattuta da uno del segno dell'ariete. Divelta.
"Attanagliato, vorrei cantare, ma qualcosa mi trattiene, non il respiro sennò diventerei bluastro, color Evshenko, forse è questa mano di mastodonte che quasi mi occlude la pervietà del cavo oro-faringeo, nascondendomi il sorriso."
"Scusate, non capisco, perchè mi trasportano, dove mi traducono e soprattutto in che lingua?"
**Communication breakdown**
(Simùn)

sabato 7 aprile 2007

"Dies irae, dies illa, solvet saeclum in favilla: teste David cum Sybilla.Quantus tremor est futurus, quando judex est venturus, cuncta stricte dis.."



Mondo plastico. Plasmatico. Retto da fili: burattini e burattinai, barbuti Mangiafuoco, glabre Parche affollano ogni strada battuta dall'umana transumanza, ad ogni angolo ti può capitare d'incontrare qualcuno che ti vuole cambiare la vita volente, nolente o dolente...un coltello accecato dalla disperazione, una macchina ubriaca, uno scherzo che poteva essere simpatico solo nella propria testa, l'occasione di poter spiccare il volo, ma senza rendersi conto che poi magari le ali di cera si sciolgono.


La relatività della propria esistenza è legata indissolubilmente a quelle altrui. Purtroppo però c'è molta gente che percepisce questa sfera delle relatività nelle maniere più disparate, troppo spesso pericolose, per sè e per gli altri.


Dove bisogna cercare la radice di questo male che ogni giorno permea l'aria che respiriamo?

E' dentro di noi?

E' insita in ogni "uomo", e poi a seconda del proprio percorso di esperienze e di contestualizzazioni viene coltivata o recisa?

E' la degenerazione, un'imputridimento di un sentimento che ci appartiene e che potrebbe evolvere in una qualsiasi altra maniera?


Se sì, che cosa fondamentalmente provoca questo processo di deterioramento?


Ancora, a certe persone, psicolabili o meno, piace essere cattivi, sono affascinati, ammaliati dalle malignità o si comportano così perchè non si rendono conto o non ne hanno i mezzi e non intravedono altra scelta?


...cacchio quante domande oh!! emmobastapperòò!!


...chiedo l'aiuto del pubblico...quei due signori lì, sorridenti...mi sembrano due con la testa sulle spalle, prego...dite la vostra:



" Essere o non essere, questo è il problema.
E' forse più nobile soffrire nell'intimo del proprio spirito,
le pietre e i dardi scagliati dall'oltraggiosa fortuna,
o imbracciar l'armi, invece, contro il mare delle afflizioni,
e combattendo contro di esse metter loro una fine?
Morire per dormire. Nient'altro.
E con quel sonno poter calmare i dolorosi battiti del cuore,
e le mille offese naturali di cui è erede la carne!
Quest'è una conclusione da desiderarsi devotamente.
Morire per dormire. Dormire, forse sognare.
E' proprio qui l'ostacolo;
perché in quel sonno di morte,
tutti i sogni che possan sopraggiungere
quando noi ci saremo liberati dal tumulto,
dal viluppo di questa vita mortale,
dovranno indurci a riflettere.
E' proprio questo scrupolo a dare alla sventura una vita così lunga!
Perché, chi sarebbe capace di sopportare le frustate e le irrisioni del secolo,
i torti dell'oppressore, gli oltraggi dei superbi,
le sofferenze dell'amore non corrisposto, gli indugi della legge,
l'insolenza dei potenti e lo scherno che il merito paziente riceve dagli indegni,
se potesse egli stesso dare a se stesso la propria quietanza con un nudo pugnale?
Chi s'adatterebbe a portar cariche, a gemere e sudare sotto il peso d'una vita grama,
se non fosse che la paura di qualcosa dopo la morte
- quel territorio inesplorato dal cui confine non torna indietro nessun viaggiatore -
confonde e rende perplessa la volontà e ci persuade
a sopportare i malanni che già soffriamo
piuttosto che accorrere verso altri dei quali ancor non sappiamo nulla.
A questo modo, tutti ci rende vili la coscienza,
e l'incarnato naturale della risoluzione è reso malsano dalla pallida tinta del pensiero,
e imprese di gran momento e conseguenza,
devìano per questo scrupolo le loro correnti, e perdono il nome d'azione."
(William Shakespeare, "Amleto")


...vabbè ciao va'...

mercoledì 21 marzo 2007

“Stream of consciousness” “Mutatis mutandis” “Cos’è successo nel frattempo?”

Nella mia testa nulla di particolare.

Caduto governo. Rialzato governo. Attentati, centinaia di vittime, lingue tagliate, “manica corta o manica lunga”, bambini con mitra più grandi di loro che sorridono dei loro massacri, sorrisi scandalizzati per foto incoronate, “Chi è stato nominato? – L’accendiamo?”…

…mamma Televisione trita tutto e ci propina di più, noi, simpatici onnivori passivi Gargantua, ringraziamo per quello che ci viene proposto e facciamo pure il ruttino con una malcelata soddisfazione….

...era da un po' che non la guardavo, figurarsi premere il tasto (I)...

…banalità sì, qualunquismo sì, sì, quaqquaraqquà sì, sì, sì, ma fondamentalmente ci si adagia sulla melma in attesa della prossima sciacquonata, magari un giorno ci arriverà alla gola, ne sentiremo meglio l’afrore e forse ci verrà voglia di recere…

…freddovento spira in ansia, lemme, lemme, larme, larme, violata la sacralità delle foglie gialleverdirosse, trasportate a malavoglia, linfate, snervate, ma che t’importa?…

…fermo immaginato...

domenica 25 febbraio 2007

Cogito ergo sum / Iconofilìa




No...dicevo che in qualche maniera esisto ancora, nonostante la duratura assenza, non percepita forse da nessuno, se non da me stesso, ma comunque tanto vale per dire che respiro, inspiro...espiro, inspiro...espiro, espìo le mie colpe, culpa lata...ma sono un po' stanchino...come diceva Forrest Gump...ogni tanto mi fermo, mi fisso su un pensiero stupido e mi faccio tormentare da questo pensiero, ma mica per poco, a volte ci perdo il sonno,


"Oh no, I see
a spiderweb is tangled up with me
and I lost my head
and thought of all the stupid things I'd said
oh no, what's this?
a spiderweb and I'm caught in the middle
so I turned to run
and thought of all the stupid things I'd done
oh no, I see
a spiderweb and it's me in the middle
so I twist and turn
but here am I in my little bubble"

(Chris Martin)



altre volte non do' importanza ai macigni che mi schiacciano la testa, mi comporto come se nulla fosse, mi lascio scivolare addosso tutto quello che non mi ferisce profondamente, immerso nel flusso dei miei nonsensi,

"So close no matter how far
couldn't be much more from the heart
forever trust in who we are
and nothing else matters"

(Papa Het)


cerco di graffiare la mia immagine via dallo specchio, ma non riesco a trapassare il vetro, vengo solo ingoiato e risputato fuori, sfocato risulta solo quello che non si vede,..."Ognuno ha qualcosa che desidera veramente, e il leone significa tutto, per me. Non vedo l'ora che arrivi la prima notte in cui lo sentirò ruggire." (Ernest Hemingway, "Vero all'alba")...io so' Leone 02/08, me l'avesse detto ci facevo RRRRROOAAAARRRR!!!!!...



...ma cos'è che desidero veramente io? Correre più veloce della gazzella, sinnò nun mangio? Potrebbe essere, ma se veramente la mia nutrizione dovesse dipendere dalla mia lestezza...hai voglia a mangiasse le ungie...


"Le stirpi condannate a cent'anni di solitudine non avevano una seconda opportunità sulla terra" (Gabo)










...momenti di vita, riflessioni, denti del giudizio eradicati, Calibani,
...3 Mojito e la serata è andata
...out from the dragon's jaws, into the fire
(Bryan Adams)


..."Fui sopraffatto dalla consapevolezza del patetico destino dell'uomo, del terribile significato della sua presenza. Il deserto era come il bianco animale paziente, in attesa che gli uomini morissero e le civiltà vacillassero come fiammelle, prima di spegnersi del tutto. Intuii allora il coraggio dell'umanità e fui contento di farne parte. Il male del mondo non era più tale, ma diventava ai miei occhi un mezzo indispensabile per tenere lontano il deserto." (John Fante, "Chiedi alla polvere")


...forse sono solo distratto, perdo tempo ostentando la mia irragione, maschera di cera, con la forma del mio viso; quando mi sorprendo a leticare coi miei sensi perduti, smarrite sensazioni riaffiorano infiorandomi.


"Il mio pensiero sono io: ecco perché non posso fermarmi. Esisto perché penso...e non posso impedirmi di pensare. In questo momento stesso - è spaventoso - se esisto è perché ho orrore di esistere. Sono io, io, che mi traggo dal niente al quale aspiro: l'odio, il disgusto di esistere sono altrettanti modi di farmi esistere; di affondarmi nell'esistenza. I pensieri nascono dietro di me, come una vertigine, me li sento nascere dietro la testa...se cedo, mi arriveranno davanti, tra gli occhi - e io cedo sempre, e il pensiero s'ingrossa, s'ingrossa ed eccolo, immenso, che mi riempie tutt'intero e rinnova la mia esisenza"
(Jean-Paul Sartre, "La nausea")


"Non staccava gli occhi da terra: c'era veramente in tutti quei piedi che calpestavano il fango davanti a lui una sicurezza, una fiducia che egli non aveva; guardava, e il disgusto che provava di se stesso aumentava; ecco, egli era dovunque così, sfaccendato, indifferente; questa strada piovosa era la sua vita stessa, percorsa senza fede e senza entusiasmo, con gli occhi affascinati dagli splendori fallaci delle pubblicità luminose"

(Alberto Moravia, "Gli indifferenti")

Effettivamente tempo ne è passato molto e ne è rimasto poco..., ma perché poi, cos'è poi?

lunedì 12 febbraio 2007

Iconoclastìa

Ci sono dei momenti in cui proprio le parole mancano...per esempio adesso...che scrivo?...e adesso?...e adesso?...e se non ci sono neanche immagini?...con cosa lo riempio tutto questo spazio bianco...spazio bianco, foglio bianco...pensare ad un foglio bianco, dicono che aiuti la concentrazione, effettivamente ora sono molto concentrato, ma molto spazio è ancora bianco...beh, però un po' meno...e adesso?...e adesso?...iiiihhh, che fastidio, eppure come diceva Salvo, io mi autoconosco, e so che qualcosa da dire o da scrivere più o meno lo trovo sempre, siempre o no? Dai sette righe, l'ho fatte, evvai...ma in teoria, dovrei cercare di limitare l'imperversare, come dice il titolone...e invece sono ridotto ad impormi di riuscire a scrivere qualcosa...uhm...c'è qualcosa che non va' o và o va, c'è qualcuno che non sa' o sà o sa, più che ore sono, c'è chi dice no, c'è chi dice no, ecc, ecc...
D'altronde per restare a Vasco "senza parole", passando dal Liga "ho perso le parole" e F. R. David "words don't come easy to me", Simon and Garfunkel sentono "the sound of silence", per Montale:


"Le parole
non sono affatto felici
di essere buttate fuori
come zambracche e accolte
con furore di plausi
e disonore;
le parole
preferiscono il sonno
nella bottiglia al ludibrio
di essere lette, vendute,
imbalsamate, ibernate;
le parole
sono di tutti e invano
si celano nei dizionari
perché c'è sempre il marrano
che dissotterra i tartufi
più puzzolenti e più rari;
le parole
dopo un'eterna attesa
rinunziano alla speranza
di essere pronunziate
una volta per tutte
e poi morire
con chi le ha possedute."
(Eugenio)


"Il mare di silenzio mattutino si increspava di canti di uccelli, i fiori erano allegri sul ciglio della strada e una profusione d'oro si riversava da uno spiraglio fra le nuvole, mentre noi incuranti, ci affrettavano a partire" scriveva Rabindranath Tagore...quindi io nel mio piccolo, minuto, insignificante microcosmo come posso lamentarmi di non aver niente da scrivere quando ho già riempito una mezza paginetta...uff, che fatica...a chi mi posso ancora appellare...

...parooooole, paroole, paroooole...a Mina...uhm..., la parola alla difesa: "Sigggnoor giudice, se noi oggi condanniamo quest'uomo,...beh uomo (il maestro Cremonesi), allora che dire di quelli che abbandonano i cani sull'autostrada...!!" ( da "le incredibili arringhe dell'avvocato Messina/Fiorello)...mi sto' o stò o sto arrampicando sugli specchi, proprio tutti gli specchi che trovo a disposizione...specchio, specchio delle mie brame chi è il più logorroico del reame...ah saperlo...bah...

Silensiooo!!...parla Agnesi o Agnese, ah no lei è andata a morire, lei "restò sola, stranamente piccola, un mucchietto di stracci neri sulla neve."

Pure Jorge Luis Borges chiosava "...Ho passato la vita a leggere, ad analizzare, a scrivere (o a tentare di scrivere) e a gioirne. Ogni volta che affronto una pagina bianca, sento di dover riscoprire la letteratura da solo..."

Quindi tirando le fila di questo discorso solo apparentemente campato per aria, sono in buona compagnia...e comunque "fatti non prugnette!!"