domenica 25 novembre 2018

"Ho sognato che la vita mi amava e mi sono messo a scrivere poesie" (Roberto B.)

"Forse avevo solo bisogno di vendicarmi della mia vita. Tutta la poesia in fondo non è che una grande forma passivo-aggressiva di autocommiserazione" (M.R.)

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"La disperazione umana non è urlare e strapparsi i capelli, ma scivolare verso il proprio destino" (E. Chaze)

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"Quando non si può vedere il sole cominciare ad immaginarselo è la strada per la libertà" (Nadia Hashimi)

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"Abbattere la distanza tra la carne del lettore e l'astrazione del testo" (A.M.)

Sunt lacrimae rerum...nigredo...cronotopicamente...

"La parola è il mezzo per propagarsi nel nulla" (Paul Valery) - "Come posso ammettere la finitezza di un quadro, pur essendo in essa l'infinitezza dell'essere?" (Anselm Kiefer)

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"Prosopagnosia: deficit percettivo che impedisce di riconoscere i tratti delle persone, anche di quelle a lui più vicine." - "Puoi abbandonare un fratello, un padre, sicuramente una donna...ma non hai il diritto di abbandonare...un cane dopo esserti occupato di lui per un certo tempo. i cani rinunciano per sempre a parte del loro istinto per vivere con te." (Daniel Galera)

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"L'emergere in Europa di tendenze autoritarie di estrema destra ferisce mortalmente la dimensione e la valenza dell'individuo, sacrificate alla esaltazione della "vita collettiva" - "ebbrezza collettivistica" - Il pericolo della "rovina della civiltà" - la forza ambigua del sentimento patriottico."

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"La poesia è vedere le cose oltre la loro apparenza, un modo di sentire la trascendenza. Goethe stesso ha detto: "Alles Vergängliche Ist nur ein Gleichnis."

...fino a ripetere come Sofocle "Sarebbe meglio non essere mai nati"...the nearest elsewhere...

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Nel 1772 Lavoisier acquistò un diamante, lo mise in una bottiglietta a chiusura ermetica e lo bruciò concentrandovi sopra con una lente i raggi del sole. Ne ricavò una nuvoletta di gas ma il peso della bottiglietta rimase invariato. Conclusione: in chimica nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma". - chiralità - la chimica è un abito mentale di concretezza e di concisione, desiderio costante di non fermarsi alla superficie delle cose...è l'arte di separare, pesare e distinguere: sono tre esercizi utili a chi si accinge a descrivere fatti o a dare corpo alla propria fantasia". - Retrotopia.

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David Foenkinos - Jean-Baptiste Del Amo

Come dicono i rabbini: "non sta a te compiere l'opera, ma non sei libero di sottrartene"

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Il teatro è luogo di libertà, forse l'unico rimasto.

Empeiria, "ciò che sta nei limiti, l'illimitato l'apeiron - evenemenziale. - "pàthei màthos": solo mediante il dolore legato all'esperienza che si può davvero ancora imparare.

"Non-libri per non-lettori"

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domenica 18 novembre 2018

"Un po' come ci si stufa a volte di mangiare nabeyaki-udon"

"A fancy place, you know"

"Frailty, thy name is woman"?

"Oh, there you are, quiet marcescent"

*** Ferdinando Franco "Illuminazione d'amore" ***

...Cristoforo di Licia, gigante cananeo, che porta sulle spalle il Bambino per guadare il fiume...

"Ka: nell'antico Egitto si riteneva che le statue racchiudessero la "forza vitale" del personaggio rappresentato ed erano caricate di un potere magico di azione che le rendeva oggetto di cure, preghiere, pratiche devozionali, ma anche a volte di mutilazioni, atte ad indebolire quel potere."

"Che avreste fatto dunque se foste stato libero? Forse niente. Il mio cervello è troppo pieno e forse sarebbe evaporato in cose futili; occorre disgrazia per scavare certe miniere misteriose nascoste nell'umano intelletto; occorre la pressione per far scoppiare la polvere."

"Si faccia arroventare un ferro!!"

"L'innalzamento"

"L'Arte è il sussurro della Storia che si ode al di sopra del rumore del Tempo."

"Se si riflette razionalmente, si capisce che non c'è motivo di non sottoporre le idee religiose alla stessa disamina a cui sono sottoposte tutte le altre; l'unico motivo è che abbiamo in qualche modo convenuto di non farlo" (Douglas Adams, "L'illusione di Dio")

"Ogni dolore porta con sé la propria religione"

"Ascolta l'opera, ignora l'interprete"

"L'infanzia dura poco, ma dura per sempre"

Quando smette la pioggia, lascia sempre qualcosa d'imperfetto, d'incompiuto



"Frappons,voilà l'Hostie... - dissidio Bruttezza-Amore - Victor Hugo: "Le roi s'amuse buffone gobbo triboulet - Rigoletto..."C'était le temps des jeux...des mûrons aigrelets" - "Poetastri: vêtus de noir, couverts de boue..."

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"... - Uno capace di nutrire fino alla morte "la fede incrollabile in una vita in cui vale la pena di scrivere" - ..."


Resilienza: capacità di affrontare con serenità un futuro sempre più incerto.

Disposofobia: comportamento ossessivo che costringe a tenere tutto: è un malattia, che distrugge la vita, allontana gli amori, gli amici, la socialità costringendo a gettarsi via in esistenze autistiche.

"Di fronte al dolore siamo tutti maldestri." - "La sconfitta del dolore è una tappa fondamentale per conquistare la vita."

"Non si davano baci, non si davano carezze, non si davano abbracci, mai affettuosi, vietato piangere, proibito mostrare segni di debolezza, bisognava essere forti, guardare avanti, non arrendersi... - ...gelido e incancellabile, un atto d'accusa e un grido di dolore, tuttora forte e chiaro, come se il tempo non avesse fatto il suo dovere, lasciando conti aperti e domande senza risposta. - Un uomo pieno di vita che non riesce a comunicare il suo slancio, un genitore diverso."

Ciclofrenia: psicosi maniaco-depressiva associata a schizofrenia.

"...Confondeva l'amor di patria col rispetto dei regolamenti governativi" o "sentiva il desiderio di qualcosa, forse di una Costituzione, forse di uno storione al rafano, oppure di scuoiare qualcuno". Frasi incise nella memoria dei russi, diagnosi sempre attuali dei loro mali. (A.Z./M.S.S.)

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"Nulla accade. La reverenza al regime è indistinguibile dalla paura."

Sindrome di Treacher Collins: malattia genetica che deforma i tratti del viso in modo talora devastante. (Meraviglia)

"La musica è un magico artificio per difendersi dall'orrore del mondo" (Sigismondo Frodo)




"Restano i suoi occhi misteriosi riflessi nelle opere scarnificate, resta l'eterna inquietudine dell'arte: "Si riesce solo nella misura in cui si fallisce" (Franck Maubert, Caroline, Alberto Giacometti)




"Jung definì "complessi", le strutture, all'interno della psiche, indipendenti dall'Io. La dissociazione della psiche, di cui i complessi sono testimonianza, e il fatto che l'Io non ne abbia coscienza, dipendono per lo più da esperienze traumatiche precoci e intense. - Sdoppiamento della personalità - Personalità Borderline - Disturbi post-traumatici da stress - Gli automatismi psicologici sono tutti quei comportamenti che si sottraggono al controllo dell'Io. Tra essi si collocano sia le più elementari situazioni nelle quali il soggetto sperimenta quello che potremmo chiamare una "coscienza senza Io" (è il caso della catalessia), sia la complessa strutturazione di personalità alternanti, ciascuna dotata di tratti particolari. (Pierre Janet, "L'automatismo psicologico")

*** *** *** Denkweg, heideggerianamente, "cammino di pensiero""" """ """ """ """ """ """ "

Ora su quella sabbia non soffia altro che silenzio,
dopo tanto vociare confuso,
dopo albe dipinte di luce e mare.

Le memorie affiorano assieme a dubbi stridenti,
bagnati di risa e bile repressa,
il gioco del tempo mischia le carte.


"And it's old and old it's sad and old it's sad and weary I go back to you, my cold father, my cold mad father, my cold mad feary father, till the near sight of the mere size of him, the moyles and moyles of it, moananoaning, makes me seasilt saltsick and I rush, my only, into your arms. I see them rising! Save me from those therrble prongs! Two more. Onetwo moremens more. So. Avelaval. My leaves have drifted from me. All. But one clings still. I'll bear it on me. To remind me of. Lff! So soft this morning ours.Yes. Carry me along, taddy like you done through the toy fair. If I seen him bearing down on me now under whitespread wings like he'd come from Arkangels, I sink I'd die down over his feet, humbly dumbly, only to washup. Yes, tid. There's where. First. We pass through grass behush the bush to. Whish! A gull. Gulls. Far calls. Coming, far! End here. Us then. Finn again! Take. Bussoftlhee, mememormee! Till thousendsthee. Lps. The keys to. Given! A way a lone a last a loved a long the (Paris, 1922-1939.)

venerdì 6 gennaio 2017

Lampadoforìa - "Ubique et semper" - "Cotidie morimur" - "Libido legendi"


In un trasporto estatico, una lancinazione muta 
mi molce lo spiro.
Affiso ad una parola, che sia giubilo 
o infinito abisso, liberami.
Logoro di dubbio, un vuoto vorace 
m'enfia di polvere.

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La ricerca di me stesso continua in maniera strana, confusa, senza criterio in luoghi remoti, senza respiro o bagliori; la paura della notte invade gli angoli della stanza e una tensione mi fa vibrare, tremare: qualcuno parla della fine, vuole aprire porte eterne o almeno guardare oltre senza varcarne la soglia; qualcuno l'ha già oltrepassata e non è più tornato indietro.
Non è più tempo, è infinito: strane idee, strane parole hanno riempito pagine muri cuori bocche vite morti tristezze sguardi silenzi pensieri emozioni eccessi violenze incoscienze; la nave si è infranta nel buio del tuo addio, unico, solitario, alla deriva nella moltitudine delle lacrime, negli occhi spenti; quanti ancora useranno queste icone per far del male, senza sapere quale senso, quale significato, quale (sorDo) abuso hanno forse realmente rappresentato?

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"I suoi comportamenti provocano vergogna, quel sottile fastidio che accompagna ogni manifestazione di diversità. - 

"L'esitazione è una soglia su cui ci si trattiene (etimo della parola viene dal verbo latino che indica "restare attaccato"). Il filosofo tedesco Joseph Vogl sostiene che si tratta di un vero e proprio spazio del pensiero; di più: l'esitare è l'ombra che accompagna ogni decisione. A sua volta "decidere" contiene il gesto drastico del "tagliar via". - Se tradizionalmente nel pensiero occidentale l'esitazione è stata sempre confinata nella indeterminatezza, oppure degradata a lunatica frustrazione del fare stesso, bisogna invece riconoscere in essa un gesto attivo del chiedere in cui l'opera, la decisione, l'azione sono colti non già come compimento, bensì come nascere e divenire. - A Oreste, che ha giustiziato Egisto, assassino del padre in combutta con la madre, si para dinanzi Clitennestra. Fa il gesto di ucciderla, ma lei si scopre il seno e lo invita a venerare il luogo da cui ha tratto il suo nutrimento. Il "che fare?", la domanda urgente di Oreste, è il punto massimo dell'esitazione. Vogl ci mostra come in quell'istante si evidenzi la facoltà, o potenza, di fare o non fare qualcosa. Sono due corni del dilemma, per cui non solo il "fare" è potenza, nel senso aristotelico del termine, ma anche il "non-fare" lo è ugualmente" - Il senso della possibilità.

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"Il brutto poter" evocato dal Leopardi estremo di "A se stesso" - "La medicina ed il male sono la stessa cosa... - ...Italo Svevo: se la vita è "la malattia della materia", alla malattia non potremo mai rinunciare. Perché malgrado tutto è quella, appunto, che ci tiene in vita". (Gilda Policastro, "Il farmaco")

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"Ancora oggi "balzaquiana" e "gentshina balzakovskogo vozrasta" (donna in età balzachiana) in portoghese e in russo indicano una donna fra i trenta e i quaranta, all'apice della sua avvenenza perché libera e realizzata".

"L'uomo passa, la sua ombra rimane". (Aforisma cinese)

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"L'inferno esiste, è il qui e ora che abbiamo costruito insieme, ma se non vogliamo lasciarcene inghiottire o diventare parte di esso, dobbiamo "cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio" (Italo Calvino, "Città invisibili")

"Puer aeternus: il giovinetto errante mosso dal desiderio di ciò che è irraggiungibile, inafferrabile, incomprensibile".

"Devi cambiare la tua vita!" (R.M.R.)

"Uno spiccato gusto per il paradosso, sintomo di una genialità a disagio in tempi di miseria culturale. - La sensazione di non appartenere a nessun luogo (Heiner Müller)

"Non c'è cosa che pesi meno della penna" scriveva Petrarca, un anno prima della morte, a Boccaccio che lo esortava al riposo; "non c'è cosa più lieta", "gli altri piaceri - continuava - sono fuggevoli e dilettando fan male; la penna reca gioia quando la si prende in mano e soddisfazione quando la si depone". In realtà bisogna prendere speciali precauzioni per scrivere; è un male pericoloso e contagioso, comunicava Abelardo nelle lettere ad Eloisa. La pagina bianca ha una sua irresistibile attrazione, vi puoi costruire sopra castelli della fantasia e deporvi confessioni che a voce non sapresti formulare compiutamente. Però, porsi davanti a una pagina bianca e cominciare a riempirla "è una faccenda molto strana", annotava Maria Corti nelle "Pietre verbali": "Se si pensa troppo si finisce per non scrivere. E d'altronde ti pare che il mondo esista se tu ne scrivi": le veniva in mente Pessoa, per il quale uno scrittore simula la verità per evitare di essere il nulla, come del resto annotava Daniel Pennac, nel suo "Come un romanzo": "L'uomo costruisce case perché è vivo ma scrive libri perché si sa mortale". (Gianluigi Beccaria)

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"Fra i trentadue "ritagli" quello chiave è il quindicesimo, con gli occhi del più celebre ritratto del Fayum (II sec. d.C.): "la ragazza è morta". L'ultimo, poi, è davvero inconfondibile: i piedi del Cristo morto del Mantegna ovvero "il ritratto della nostra vertigine davanti a ogni morte". Non si però ad una contemplazione della morte macabro-dannunziana; inquieta semmai che, com'è evidente negli occhi di Fayum, ad essere risvegliato sia lo sguardo dei morti. Sono loro che ci guardano, come poi in certo senso (quello del Barthes della "Camera chiara") è connaturato alle immagini. Ci interpellano, ci mettono in questione. - Spossessamento viene definito da Anedda "esicasmo", una pratica ascetica dei padri del deserto e in genere degli asceti orientali: una preghiera ossessiva ripetuta in condizioni di totale isolamento - ad esempio al chiuso di una cella - per lo più di fronte ad una icona. - La pratica dell'attenzione".



lunedì 21 novembre 2016

"Pulvis, cinis et nihil" - Cupio dissolvi? - "L'inferno è un'idea nata originariamente da un pasticcio di mele mal digerito"

"Un atteggiamento apparentemente riduttivo, che denota la consapevolezza che, al di là di ogni pur generosa astrazione, conta lo spendersi fino in fondo nella concretezza di una situazione, nel proprio angolo di mondo." (Marco Lodoli, "Italia")

"L'evento capitale che nessuno è stato in grado di raccontare, il distacco dell'uomo dalle maglie dell'indistinto. - Diventò il più temibile tra gli animali da preda, tanto da accanirsi contro la sua stessa specie" (Roberto Calasso, "Il cacciatore celeste")

"Ha scritto Italo Calvino che un "classico" è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire" - Le virtù del buon principe: egli deve governare in primo luogo sé stesso apprendendo virtù morali come fortezza, temperanza, giustizia e prudenza; dotandosi delle virtù della conversazione, ovvero affabilità, veracità e urbanità; aspirando a diverse altre virtù quali magnificenza e magnanimità; soprattutto, non facendosi dominare da passioni potenzialmente negative. - Non circondarsi di adulatori, ma di persone "savie e fedeli" che diano consigli sinceri." 
(Ludovico Antonio Muratori, "Della pubblica felicità")



"Per noi che non abbiamo la fede, la Storia è il luogo dove trovare, se non un senso definitivo, almeno un senso temporaneo, calibrato, delimitato, dell'esistenza individuale come di quella collettiva. - ...la letteratura svolge un ruolo autenticamente liberatorio. Mi riferisco qui alla libertà che consente ad un soggetto di essere parte attiva della sua storia, con la minuscola. Mentre scrivo sono protagonista di ciò che accade, ne sono artefice, rivendico un ruolo attivo e pensante, mi sento solidale con un mondo che sarà anche immenso ed estraneo, ma senza dubbio è anche mio. - Nella letteratura mi sento legato a cose che non ho vissuto, scopro cose che sento vicine, anche senza averle potute sperimentare sulla mia pelle. - Qualsiasi libro può essere contemporaneo perché paradossalmente, qualsiasi lettore può essere anacronistico. Un grande libro è quello capace di abolire la distanza tra il momento in cui fu scritto e il momento in cui viene letto:. Definiamo "Classici" i libri che sono riusciti a superare la prova del tempo, che in una certa misura, sono riusciti a sottrarsi alla categoria del tempo. (Abolizione del tempo) - Nella letteratura acquisisco certezze sulla mia natura. Riconoscendomi in ciò che leggo, capisco chi sono tramite un altro. I libri tessono reti che contengono la vita di ogni lettore, in modo che la sua biografia individuale dialoghi con la biografia della specie.Il tessuto di ciò che siamo si disegna nel telaio di ciò che leggiamo. (Comprensione dell'Io) - Nella letteratura vado oltre il mio tempo esperienziale, che è per definizione un tempo limitato. Dal momento che non posso conoscere tutte le persone che mi circondano, non posso visitare tutti i paesi che esistono, non posso parlare tutte le lingue che vorrei, la letteratura mi restituisce non solo il tempo perduto, ma anche i tempi che scorrono paralleli e simultanei alla mia esistenza. La letteratura mi moltiplica; la letteratura mi regala orizzonti; la letteratura mi avvicina distinti frattali dell'universo. (Superamento della finitezza) - In nessun luogo come nella letteratura riesco a comprendere quali  sono i miei veri interessi; certa letteratura non inganna mai, è costantemente al di sopra di ogni aspettativa. (Constatazione del talento) - La letteratura è un buco nero che attenta ad ogni apriorismo, che sia di indole ideologica, sentimentale o estetica. Quando ti immergi nella lettura di certi libri, perdi i tuoi atavismi. (Distruzione del pregiudizio) - Per citare le parole di Alberto Manguel in "La biblioteca di notte":" Per il lettore cosmopolita la patria non è nello spazio, frantumato da frontiere politiche, ma nel tempo, che non ha limiti". - La letteratura dona a chi la utilizza la libertà che nasce sempre dall'esercizio della memoria come documentazione,  come atto giudiziario, come strumento di esumazione. - Tucidide " I ricordi degli uomini sono strettamente legati alla sofferenza". - Come altri che subirono il demonio del nazismo, il senso di colpa di essere sopravvissuto a un simile orrore arrivò ad essere in lui più potente del desiderio di vivere, e così come Primo Levi si gettò nella tromba delle scale o Jean Améry si uccise con gli stupefacenti, Celan, poeta di origine rumena, si tolse la vita gettandosi nella Senna. Senza l'Olocausto, alcuni dei testi più belli del secolo passato non sarebbero esistiti. E' dunque paradossale che Adorno abbia parlato dell'impossibilità della poesia dopo Auschwitz; proprio perché c'è stato Auschwitz, ha senso la poesia. - Tra il dolore e il nulla sul piano della sua vita optò per il nulla. Ma sul piano estetico, la sua memoria di aver succhiato il "nero latte dell'alba", che per lui non bastò come rimedio contro l'orrore del ricordo, per noi si è tramutata in una delle immagini universali e incancellabili del dolore, della sofferenza. - Per questo esiste la letteratura, per non dimenticare che siamo l'unico animale dotato di memoria e di conseguenza libero persino di autodistruggersi, l'unico animale in grado di ricordare ciò che lo uccide e annienta, ma nello stesso tempo l'unico che può trasformare tutto questo dolore e tutta questa sofferenza in un tesoro inespugnabile". (Ricardo Menéndez Salmòn, "Bambini nel tempo")





"Non chiedete a uno scrittore di canzoni che cosa ha pensato, che cosa ha sentito prima dell'opera: è proprio per non volervelo dire che si è messo a scrivere. La risposta è nell'opera" (Fabrizio De André)

"In ebraico la "amud hatawwek" è la colonna portante... - ..."emet" significa verità ed è composta da tre consonanti, la prima che è la "alef", l'ultima che è la "taw" e in centro la "mem" che è a metà dell'alfabeto. Come a dirci che la parola "verità" contiene tutto. - L'ebraismo ha inventato la "gheullah", l'idea di redenzione, di riscatto. La fede nella possibilità che il mondo cambi radicalmente. - Il Talmud è l'equilibrio tra il monoteismo e la "guellah", l'asse portante che sostiene quella mobile dinamica che corre fra l'osservanza della legge, cioè la "halakhah", e la mistica, cioè la metafisica, quel porsi le domande universali sul senso del mondo e di noi." (Adin Steinsaltz)

"Se ti vedono qui, ti uccideranno!" - dice Giulietta, e Romeo: " Il pericolo è più nei tuoi occhi che in venti delle loro spade"




"La vita come cimento e sfida per lo più perduta in partenza, come rabbia tellurica che impatta i limiti e le coercizioni di un ambiente oscuramente ostile, crudele"


"Se uno fa sempre quello che gli dicono gli altri non vale la pena di vivere"




"Sporcarsi le mani, tornare alla terra. - Low living, high thinking di Thoreau - inventore del downshifting, vivere basso, pensare alto"


"I sogni muoiono all'alba?"

"Never complain, never explain"



"Con tutto ciò che da penne cattoliche è stato scritto contro il fascismo si riempirebbe a stento uno scaffaletto di libreria; con quanto è stato scritto nello stesso periodo contro il comunismo, una biblioteca. - In quegli anni non mancarono - da parte del Papa e di prelati vaticani, come di alti esponenti delle chiese protestanti - forti denunce e condanne di principi del fascismo e del nazionalsocialismo. - anche se non si giunse mai alla condanna integrale dei due regimi. - La prudenza è per la chiesa cattolica una virtù perenne, praticata anche nel ventennio fascista."  (Emilio Gentile, "Contro Cesare")

"Il mito gnostico della luce-materia, la discesa alle origini della vita, i miti connessi al numero 4 e le quattro valenze del carbonio... - ...viaggi dell'anima, il viaggio allucinatorio della droga - le calate agli inferi - il "mondo rovesciato" di "Through the looking glass." (Belpoliti - Manera "Furio Jesi Riga n.31")

"Nel dubbio verità ed errore si incontrano. - Per colui che ha visto il caos non c'è più possibilità di nascondersi, egli sa piuttosto che la terra gli oscilla sotto i piedi e sa che cosa significa quel movimento"
(Carl Gustav Jung, "Il libro rosso")

"Tutto vale la pena se l'anima non è piccola" (Fernando Pessoa)



sabato 23 luglio 2016

Emunctae naris - "Non si va a casa del diavolo per parlare di Flaubert" (Amok)

"Strappato all'oblio, il corso del tempo viene cristallizzato; ci viene offerto nella sua immagine mobile"
((Joseph Czapski, "Proust a Grjazovec")

"I capolavori dell'arte, della letteratura e della filosofia minacciano le tirannie perché incoraggiano a pensare liberamente, immaginare, mettere in discussione le idee preconcette e l'autorità stabilita. Nessun sermone, nessuna forma di correttezza politica può sostituire la profonda empatia che nasce dall'immaginazione, quando questa ci fa vivere le esperienze di altre persone e ci apre gli occhi su idee e punti di vista di cui ignoravamo l'esistenza".
(Azar Nafisi, "Leggere Lolita a Teheran")

"Tutto accade e tutto continua (..da qualche parte nell'universo [Borges]), nulla s'interrompe, la nostra momentaneità si unisce con l'immortalità del mondo".

"Provare nostalgia per un luogo o una persona significa avvertire un distacco che non può essere colmato a causa dell'irreversibilità del tempo: pertanto, la nostalgia è una sensazione dolorosa, letteralmente il dolore del ritorno, il configurarsi di un percorso precluso alla possibilità di attingere ad una esperienza, che sopravvive soltanto nella memoria o è destinata all'oblio. - Novalis "la filosofia è nostalgia, un impulso ad essere a casa propria ovunque" - Heidegger "essere a casa propria significa prendere dimora nella totalità del mondo, accettando il senso di solitudine proprio della finitezza priva di trascendenza che caratterizza la nostra esistenza". -  L'identità dell'uomo moderno è luttuosa, frutto dell'elaborazione malinconica di un esilio originario che ne determina l'incoercibile nomadismo interiore: non vi è nessun luogo da cui partire e nessun approdo in terraferma. - Una patria metafisica può essere raggiunta solo nella prospettiva di un viaggio interminabile, di un'erranza infinita nello spaesamento dell'io. - L'ambivalenza della nostalgia può così essere colta nella perenne oscillazione tra due rimpianti: quando si è lontani, il rimpianto della patria perduta, della lingua materna e del focolare domestico; al ritorno il rimpianto delle occasioni mancate, delle possibilità trascurate". 
(Barbara Cassin, "La nostalgia. Quando dunque siamo a casa?")

"Scrivere è un modo di esprimere emozioni: niente è più importante, senza emozionio non faremmo nulla, non saremmo neanche umani". (Thomas Ligotti)

...la mente che riflette su sé stessa...

- Heart - Barracuda - 1977 -

"Leggere è amare la vita... - ...per scacciare la paura del buio. Il buio dell'ignoranza, della solitudine". (Ferdinando Scianna)

"...due figli della strada, due sheggè, come vengono chiamati i bimbi senza casa a Kinshasa..."


"Ormoni specchio" si attivano quando un individuo osserva la sua stessa azione compiuta da un altro soggetto. - Come dice Re Lear, "La maturità è tutto". (Fabio Volo, "E' tutta vita").

"L'adulterio, quando è ispirato da un vero amore, non indebolisce il sentimento familiare, i doveri di parentela, ma li ravviva". (Marcel Proust)


"Forse ogni salvezza che non provenga da dove ha luogo il pericolo, è ancora sventura" (Heidegger)

"Non esiste ciò che accade, ma ciò che è rappresentato. - ...La realtà oggettiva fa posto alla realtà integrale,senza limiti in cui tutto è realizzato, tecnicamente materializzato, privo di riferimento a qualsiasi principio , a qualsiasi destinazione finale. - ...Stanchi di immaginare, abbiamo affidato a delle macchine il compito di immaginare per noi e di farci immaginare attraverso la loro immaginazione tecnica. - ...Anche il tempo è mutato: il tempo dell'evento, dell'affetto, della passione, il tempo necessario a farsi un giudizio, a creare una volontà - questo tempo è stato sopraffatto dal tempo virtuale."
(Jean Baudrillard, "Il patto di lucidità o l'intelligenza del Male")

"Al pari della teologia, la psicoanalisi è un sapere infondato. Entrambe cercano di riconciliare una fede con la ragione. Entrambe aspirano ad una validità universale delle leggi individuate, siano esse leggi generali dello sviluppo psichico o leggi di natura, dimenticando che anch'esse sono storicamente determinate. Entrambe si valgono di ingegnosissimi accrocchi concettuali e mettono in campo topologie affascinanti, movimenti dialettici del pensiero, nuovi linguaggi che poi diventano, spesso a sproposito, koiné. Entrambe si contendono la nostra anima. Di entrambe è dubbia l'efficacia. Sono macchine di senso: una inserisce Dio l'uomo il mondo e l'universo tutto in un grandioso orizzonte di eternità sul cui sfondo si agita una vicenda storica di caduta e di redenzione; l'altra compone i frammenti sparsi e insensati della nostra esistenza in una storia dotata di significato. A uno sguardo scientista entrambe poggiano sul nulla. O sul tutto della fede, che però è un'esperienza personale, difficilmente partecipabile a chi non abbia percorso il medesimo cammino."

"La follia che alberga nel cuore di ogni uomo è anche emancipazione delle facoltà intellettuali: in questo modo si liberano doti naturali che prima erano state inibite. - Byron: "Duplice è la nostra vita: la fantasia ha il suo proprio mondo / e un vasto reame di sfrenata realtà..."
(Gregory Bateson, "Perceval, un paziente narra la propria psicosi 1830-1832")

"Le parole capiscono se stesse meglio di chi le usa perché il parlante, per quanto colto, è sempre più innocente di loro: la vita di una parola è di solito infinitamente più lunga di qualsiasi individuo. - Ogni nome non ricorda qualcuno, ma la sua assenza."

"L'iconografia dilatata degli occhi intende codificare un certo tipo di sguardo, più che tracciare una rappresentazione realistica degli occhi: si tratta dello sguardo "sbarrato" (comune a tutte le razze) con cui il neonato fissa gli occhi degli altri quando comincia a prendere coscienza dell'ambiente circostante. - Nei fumetti giapponesi non sono occhi guardati, ma guardanti."

Giordano Bruno, scomunicato, dalla chiesa cattolica, ma anche dai calvinisti e poi dai luterani, seppe rispondere a chi lo condannava al rogo: "Tremate più voi a leggere la sentenza, che io ad ascoltarla."


Novalis scrive che "l'anima è un individuo che riempie il tempo", sentenza che mantiene la sua validità nelle "Affinità elettive" di Goethe, poi nella fenomenologia dello spirito hegeliana e nella costituzione della soggettività propria dell'idealismo tedesco.

Harold Bloom difende l'arte della lettura. Di quella strana e superba onanistica funzione dell'individuo che ancora abbia affezione per quell'impunito vizio di trovare in un libro non il "passatempo" , ma la controfigura esistenziale del proprio modo di essere.

Henry James teorizza la sostanziale necessità di non prendere congedo, di non cercare la completezza ma semmai cercare di avvicinarsene soltanto.

La fotografia conserva l'aura, la non riproducibilità di un istante irripetibile.

"E' molto raro il momento in cui "succede qualcosa" per davvero. Il più delle volte le persone e le cose se ne stanno semplicemente lì,l a mezz'aria." (Sandor Marai, "Il gabbiano")

L'identità nazionalista e post-colonialista del Subcontinente è basata sul microcosmo familiare, sul controllo delle libere pulsioni emotive grazie ai matrimoni combinati e a quella che è stata definita "corporate morality", di cui è parte fondamentale il concetto di "arth", anche profitto, accumulo di beni materiali, ma soprattutto, almeno in teoria, ricerca e acquisizione del benessere spirituale. (Namita Devidayal, "Dolceamaro a Bombay")

"Apollo e Dioniso rappresentano il sogno e l'ebbrezza, la forma e la forza, la visione e l'impulso orgiastico, differenti espressioni del sentimento estatico dell'esistenza, quello in cui l'uomo viene trasfigurato nell'opera d'arte. Nietzsche insiste sulla coesistenza delle due divinità che si spartiscono il dominio nell'ordinamento delfico del culto, generando un equilibrio che vede alternarsi assennatezza e dismisura, moderazione e violenza. Tra Dioniso e Apollo si instaurò la lotta tra verità e bellezza, che caratterizzò la grecità fino a raggiungere, depauperata e isterilita dopo Socrate, la modernità; i Greci intesero che il fine della cultura è quello di "velare la verità", di opporre la misura all'eccesso. Si trattò per la grecità apollinea di trasformare il carattere lacerante del pensiero tragico in rappresentazioni con cui si potesse "vivere", creando un mondo intermedio tra verità e bellezza, in cui il dolore, l'assurdità e l'atrocità dell'esistenza giungessero a manifestarsi in una bella parvenza, trasferendo cioè sul piano illusorio e salutare dell'apparenza la visione annichilente di quell'abisso terrificante. L'arte rendeva possibile la creazione di "una possibilità più alta di esistenza", che consisteva nel mantenere aperta e vibrante l'espressione degli affetti, la comunicazione dei sentimenti, la condivisione del dolore, seppur trasferita "in rappresentazioni coscienti".; in tal modo nell'esaltazione dell'essere che si avvale della danza e dell'intero simbolismo del corpo, la bellezza veniva ad accrescere con "il piacere di esistere", cioé la vita ascendente. - Eros e Logos convivono permanentemente nella nostra vita."

(Giorgio Colli, "Apollineo e dionisiaco")

Chi ricorda Euripide sa che Elena, colei per la quale tanto sangue fu sparso, è soltanto un eidolon, un simulacro, un'immagine fatta d'aria. - I narcisisti alessitimici, così profondamente insicuri e spaventati da sentirsi costretti a ostentare un'immagine di autosufficienza, che li porta a dire: "Non ho bisogno di nessuno."

"Guarda, ritornano", scriveva Ezra Pound degli dèi greci, "uno per uno/ impauriti, solo a metà svegli". Gli dèi non sono morti, scriveva Jung, sono diventati malattie dell'anima. Ma è stato James Hillman a svelare al Novecento il ritorno degli dèi, o meglio agli dèi come modelli di psicopatologia, agli dèi come vettori di consapevolezza del destino proprio di ogni anima e di ogni suo aspetto, agli dèi come forme archetipiche nelle quali riconoscersi. Robert Bly ha cantato il riaffiorare di Saturno nell'ombra della pandemia contemporanea: la depressione; - L'intreccio fra i tormenti dell'anima individuale e i grandi mali collettivi può decrittarsi solo svelandone gli archetipi, riflessi negli antichi dèi. (Silvia Ronchey)

""Nel suo libro c'è del buono e dell'originale, ma quel che è originale non è buono, e quel che è buono non è originale." (Bertrand Russell)


Cilicio

...è guardarsi con gli occhi degli altri;
...è la consapevolezza della fugacità di tutti questi nostri passi;
...è la maschera che ti sfigura per non farti sfigurare;
...è il dubbio nell'errore non compiuto;
...è pensare il cambiamento come ad un supplizio;

"...piccolo uomo di fronte al Mondo che ti schiaccia, non chinare la testa, anche se duole; se non altro l'orgoglio e la dignità?..."

...è quella speranza che ti assale, quando vacilli;
...è l'immagine di quello che poteva essere;
...è la Ragione che t'impone la sua crudeltà;
...è un vuoto che non si colma;

"Siamo attimi nel tempo. Inventiamo scuse"

mercoledì 30 marzo 2016

Laudatio temporis acti? Forse un po' atrabiliare...


...al tiranno si baciavano le mani in un impeto di buffonesca complicità...(Hisham Matar)

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"La globalizzazione è un fuoco, o magari un totem e un tabù. Più realisticamente, caduti nazifascismo e comunismo, sembra essere l'unica parola-idea in grado di dividere fino alla violenza: forse perché il concetto è ancora così misterioso e ambiguo. la globalizzazione ipotizza una società aperta, ma questa apertura sembra riguardare esclusivamente i mercati finanziari in una dilatazione selvaggia che arricchirà i già ricchi e radicherà nella povertà i poveri.

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"Oggi tempo e spazio sono stati annullati dalla tecnica e dall'economia. L'amicizia ha ceduto il passo a rapporti sociali di scambio e di mera esecuzione, dove il "fare" prevale sulla capacità e possibilità di "essere"; relazioni continue e pervasive, ma puramente funzionali, senza passioni. - nascisismo patologico e solipsistico - Il trionfo dell'indifferenza ma soprattutto della banalità (Baudrillard). - Per Aristotele, l'amicizia era base della polis. Compito della politica, diceva, "sembra essere il creare amicizia". Ma se l'antichità "h vissuto e pensato l'amicizia con intensità, l'ha poi portata con sé nella tomba (Nietzsche). - Modelli attuali sono ispirati a bisogno ossessivo di nemici, disuguaglianze esasperate e con macchina omologante efficientissima. - per far nascere l'homo reciprocus, consapevole della propria incompiutezza e inevitabile dipendenza dall'altro bisognerebbe sconfiggere la pre-dominanza della tecnica e la sua unilaterale e universale "forma del mondo".

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"Le virtù dell'ozio": l'otium latino (la vita ritirata di Seneca) e l'otium cristiano (la contemplazione che placa l'agostiniano "inquietum cor nostrum", ovvero uscire dal mondo e naufragare in Dio, la "retraite" giansenista), il petrarchesco cammino "de vita solitaria" verso il salvifico approdo ("mors optima rerum") e il torrione di Montaigne dove testimoniare che "l'ozio fa sempre vagare la mente". - "L'arte di andare a zonzo" - "Non è la vacanza di un'anima priva di scopi. E' il sentimentoacuto dell'universo, quella pericolosa, intellettuale visione degli infiniti possibili, il raptus contemplativo... - ...solo quando ci fermiamo la mente può correre verso i confini delle cose".

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"Si vive l'amore come un codice, costruito anche contro il perenne riaffiorare del desiderio... - forma di ipnosi... - ...il desiderio è un luogo selvaggio, di non-civiltà, è il contrario del codice. E' problematico perché la società ha bisogno di regole per non disintegrarsi".

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"Sono varie le ragioni che fanno il sangue amaro del poeta, ma due prevalgono, forse, su tutte: il disgusto per molti aspetti della realtà del nostro tempo, e il disagio esistenziale, la fatica dell'esserci a fronte di un forte senso del nulla". (M. Cucchi)

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"La storia di un giovane inglese che la guerra ha mutilato nel corpo e nello spirito. Si guarda intorno e non trova risposte all'orrore di quegli anni. - Il romanzo s'arricchisce di molte narrazioni che, come in una seduta psicoanalitica, fanno emergere il sottofondo buio e squallido dell'ambiente familiare. Si spalanca un mondo di menzogna e affiorano verità amare, mentre egli assiste al disgregarsi di ogni rapporto. L'idillio si capovolge nella catastrofe di casa e il mondo sembra preda di demoni. La madre cade nell'abiezione e il padre è come un folle a cui la fantasia ha spezzato l'esistenza. Non senza enfasi e con un linguaggio talvolta iperbolico Döblin compone un'opera epica di grande respiro: sul problema del male, ma anche sulla ricerca di se stessi in un gesto di speranza. Nel destino della famiglia s'intravede il mondo in frantumi del dopoguerra. ma nel riscatto finale lo scrittore concilia la sua nuova fede con l'immagine del futuro. Egli ora sa, come diceva sua madre, "che la nostra sorte va molto più in là di quello che ci immaginiamo".

(Luigi Forte su "Amleto. La lunga notte sta per finire" di Alfred Döblin)

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...nel suo agire c'è tanto il candore della falsa coscienza quanto la disinvoltura di chi si sente indenne dal male e perciò legibus solutus... (Massimo Raffaeli)

"All'uomo di cultutra non spetta altro còmpito che quello di capire, e aiutare a capire". - "Ho cercato in particolare di rispettare le parole che scrivevo, giacché, per mezzo di esse, rispettavo coloro che le potevano leggere e che non volevo ingannare". (Claudio Magris)

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"Il tempo che proclama trionfalmente di aver abbattuto tutti i muri non ha fatto altro che alzarne di invisibili, dunque ancora più invalicabili: "la vera logica urbanistica delle periferie è l'escludere, l'atomizzare, il separare. Le periferie sono il luogo della deportazione, e sono concepite apposta per questo".

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"L'uccello e il pesce possono innamorarsi, ma dove costruiranno il loro nido?"

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"L'esteriorità prima o al posto dell'interiorità. Culto/cura del corpo, ma anche sua negazione attraverso la sua esaltazione. Adoriamo il corpo e insieme ne diffidiamo e vorremmo correggerlo, migliorarlo, farlo più bello e più efficiente".

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"Il suo nome è Wakdjunkaga: "colui che gioca dei tiri" (Trickster) - "Il bagatto, giocoliere dei tarocchi, figura beffarda e inquietante, dispettoso lascivo e folle. - Personaggio complesso: da un lato beffatore e beffato, dall'altro portatore di cultura (il fuoco - Prometeo, Hermes) e addirittura, in certi cicli, creatore del mondo, o perlomeno di uno dei livelli del mondo. E' il primogenito(chiamato anche il Vecchio) e questa definizione riporta alle figure del Purusha vedico o del gigante scandinavo Ymir, esempi dell'urmensch, l'uomo primordiale che dà origine, con lo smembramento o con le azioni, al mondo conosciuto. - Il diavolo, d'altronde non è altro che simia dei, ciarlatanesco imitatore della potenza divina; psicologicamente si può riconoscere in tali forme mitiche la personificazione dell'archetipo collettivo dell'Ombra, di ciò che noi consideriamo negativo, inferiore, sconveniente, ma che comunque ci appartiene. - Jung apparenta la figura di W a quella dello sciamano, la cui formazione comporta un vero tormento fisico e morale, "confermando la verità mitica secondo cui ferito e feritore sono capaci di guarire, e chi soffre elimina il dolore". - "L'agirci senza che noi ce ne rendiamo conto è una caratteristica dell'Ombra e possiamo opporci ad essa solo attraverso il riconoscimento della nostra parte oscura e attraverso la sofferenza che questo riconoscimento ci impone. (Alessandro De Filippi su "Il briccone divino" , Paul Radin, Carl Gustav Jung, Karl Kerényi)

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"L'enigma della scimmia si riferisce alla simbologia dell'animale, collegato fin dal Medio Evo al mostruoso e al demoniaco. Ma anche alla pittura proprio perché la scimmia imita l'uomo come la pittura rifà la natura".

...ah, bear in mind this garden was enchanted!..

...colligite fragmenta, ne pereant...

"Spunterà come radice in terra arida; non ha apparenza né bellezza; disprezzato e reietto dagli uomini; uomo dei dolori che ben conosce il patire" (Isaia 53, 2-3)




Platone nella Repubblica spiega: "Non ci sarebbe, a quanto sembra, nessuno così adamantino da restar fermo alla giustizia, trovandosi tra gli uomini con potere pari agli Dei".

"Preferisco che tutto sia da rifare, al dover tutto accettare come un'eredità immutabile" (Curzio Malaparte, "Kaputt")

"Riconoscere l'importanza di un oggetto può avvenire solo costruendo gerarchie di pensiero. Stabilendo, nel nostro cervello, dei circuiti di livello sempre più ampio, delle categorie di pensiero che possiamo confrontare con quelli che sono i nostri interessi, i nostri desideri, le nostre necessità. Il che significa vivere. Vivere di più, e vivere meglio." (Marco Malvaldi, "L'nfinito fra parentesi").

"M'insegnavate come l'om s'etterna" (Dante, "Inferno")



martedì 1 settembre 2015

...ukase, idées reçues, ipostasi, mitologemi, et cetera...


Ombre asfissiano la fine di questi giorni sudati per un'attesa snervante e umida di vergogna.


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"...parole ed immagini esistono in un rapporto di mutua integrazione e potenziamento reciproco. - ...ogni foto ci offre due messaggi tra loro contrastanti: uno che riguarda l'evento fissato e l'altro lo shock della discontinuità. Tra l'attimo registrato e il momento in cui osserviamo la fotografia di quell'evento, c'è un abisso. - ...Per capire quale sia lo specifico della fotografia, Berger ci ricorda che il disegno - lui è anche disegnatore - è una traduzione; una fotografia è una traccia. Ogni segno fatto sulla carta disegnando è riferito al modello reale o immaginario che abbiamo in testa, o davanti agli occhi, ma anche a ogni segno già tracciato in precedenza, da noi o da altri, la foto no. Preleva dal reale una traccia, un istante, e ci porta sotto gli occhi una apparenza. Per questo la fotografia è così seducente, e insieme così ambigua. Ha bisogno di essere letta. - ...sono le apparenze che distinguono e collegano gli eventi. Come scriveva Cézanne gli oggetti diffondono intorno a sé intimi riflessi. Queste sono le apparenze. Noi ci viviamo immersi. Non sono un linguaggio, ma un "mezzo di linguaggio" (John Berger)


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"Chi è nell'errore compensa con la violenza ciò che gli manca in verità e forza"

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"Filosofia della vita" intesa come flusso continuo, dinamica pura, forza erosiva capace di scardinare ogni forma concettuale. - "Il dolore ha pietrificato la soglia" (G. Trakl): una vita senza dolore è impensabile ed è lo scotto che paghiamo alla dimensione corporea dell'esistenza. Il dolore è indice della nostra vulnerabilità ma anche la condizione necessaria che ci consente di godere il sapore del mondo. - "La filosofia del dolore" trascende i limiti tradizionali della metafisica: il fenomeno originario non è l'essere o il pensiero ma il soffrire, il riconoscersi dipendenti da condizioni estranee e potenzialmente ostili ad un Io che si era preteso legislatore cristallino della natura, che ora lascia il posto a un soggetto pratico, a una monade inquieta che cresce nella consapevolezza della propria finitudine. - Il dolore è un linguaggio privato (L. Wittgenstein), difficile da comunicare persuasivamente ad altri parzialmente ignari di tale esperienza; inoltre, non ogni dolore si traduce in sofferenza perché le forme del vissuto sono assai difformi. Sovente il dolore impoverisce il nostro rapporto col mondo, ne altera l'affettività che lo sostiene, ne modifica tonalità ed intensità: Cioran scriveva che "è semplice chiacchiera ogni conversazione con chi non ha sofferto". Talvolta l'esperienza della sofferenza determina il doloroso ritrarsi dal mondo degli affetti. La solitudine si fa abissale, un muro di di impotenza si erge di fronte a noi, si prende dimora in quel doppio regno di cui parlava Rilke in cui vita e morte si coappartengono." ("Esperienze del dolore", David Le Breton)

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"Baruch Spinoza spiegava l'illusione della libertà con l'ignoranza delle cause complesse che ci portano a compiere scelte e a prendere decisioni"   ---   --- --- --- Risonanza Magnetica Funzionale.





"Vento soffiami via, non oppongo alcuna resistenza. Abbandonarsi per ritrovarsi altrove"


"Fin dall'inizio ho avuto la convinzione quasi religiosa che la scrittura fosse un modo elevato di dire la verità. Alla pagina potevo affidare ciò che ero riluttante a confidare in una conversazione, anche intima. E la scrittura doveva essere del tutto trasparente, solo così avrebbe avuto valore. (Edmund White)"

"Ti piaceva la vita fatta a pezzi / quella che rompe dal suo insopportabile ordito (Eugenio Montale)"

"Where is my mind?"

"La nota dominante è quella di una sinistra quiete e desolata, o di un'amarezza disperata eppure mite del modo di proporsi, in un pessimismo comunque totale, pervasivo... - ...come una musica volutamente grigia, monocorde... - ...negatività quasi totale, dove il senso del nulla e dell'ombra, della prigione del corpo ("hai solo il tuo corpo, che sei tu"), di una solitudine metafisica si ripresentano con una implacabile regolarità ossessiva. E insieme a questo agisce l'insistere del mistero che ci circonda l'essere ("il mistero ha per me il sapore che io sia un altro") mentre "tutto si disfa nel silenzio". oppure tutto sembra porsi come sogno, un sogno galleggiante nel vuoto, dove "quello che importa è che ormai niente importa". Ed esistere è sempre faticoso, oltre che vano: "Essere stanca sentire duole, pensare distrugge". - "La volontà di "essere un altro continuamente", dove paradossalmente si afferma: "lontano da me in me esisto", o dove l'autore si chiede: "Di chi è lo sguardo / che guarda coi miei occhi?) - per la decifrazione della realtà, "il pensiero ed il cuore sono la stessa cosa", "l'emozione e la ratio interagiscono". Capire e comunicare nella sintesi di sentire ed intelligere realizzata nella parola. (M. Cucchi su "Poesie di Fernando Pessoa")

"L'ossimoro è la figura retorica che presiede il lavoro psicoanalitico e perché il tradimento è una delle strade dell'individuazione, del "diventare ciò che abbiamo appreso di essere" (Pindaro) - Ciò che dà valore al viaggio è la paura ... - ...siamo colti dal desiderio istintivo di tornare indietro, sotto la protezione di vecchie abitudini... - ...in quel momento siamo ansiosi, ma anche porosi, anche un tocco lievissimo ci fa fremere fin nelle profondità dell'essere". - "Al di là di questa visione, che accetta il valore creativo della solitudine e della depressione e che sembra muoversi verso un concetto a un tempo storico e tragico della vita, la solitudine è anche ciò che apre uno spazio a quel che verrà. "Dove c'è pericolo cresce anche ciò che salva" scrive Hölderlin. Bisogna pertanto "farsi amica la solitudine", imparando che nella tristezza si affollano immagini in cui, forse, potremo leggere "stretti in un unico intreccio, il dolore per ciò che è morto o sentiamo che in noi deve morire, o la gioia aurorale per l'ignoto che lentemente, mentre ci viene incontro, prende foprma".
(Augusto Romano "Il sogno del prigioniero")